La valutazione antropometrica: I somatotipi (o biotipi)

LA VALUTAZIONE ANTROPOMETRICA

…una breve premessa:

L’antropometria (dal greco άνθρωπος=uomo, e μέτρον=misura) significa letteralmente la misurazione del corpo umano nel suo insieme (statura, peso) e nei suoi segmenti (testa, tronco, arti, circonferenze), di cui vengono rilevate le dimensioni misurate tra punti anatomici o architetturali di riferimento (punti cefalometrici esomatometrici) e calcolati i rapporti dimensionali reciproci espressi in percentuale (indici antropometrici). L’antropometria è quella parte dell’antropologia che studia le variazioni dimensionali dell’individuo in rapporto alla sua origine etnica, al sesso, all’età, allo stato fisico, alla condizione socioeconomica, allo stato di nutrizione e alla sua attività fisica.

 

Esistono diverse scuole e tipologie di classificazione, frutto di studi sviluppati nel corso dei secoli, alcuni dei quali riveduti e ampliati nell’epoca moderna. Ippocrate è il padre della classificazione costituzionale, in quanto già ai tempi dell’antica Grecia aveva sviluppato una determinazione dei principali somatotipi (detti anche morfotipi o biotipi costituzionali).

SOMATOTIPI

L’argomento affrontato meriterebbe una descrizione di tutti i diversi parametri che lo studio sulle tipologie umane ha prodotto nella storia dell’uomo, tuttavia sarebbe impossibile esaurire l’argomento in questa trattazione, nella quale cercheremo di dare una descrizione esauriente dei principali parametri di classificazione usati nell’era corrente.

L’antropometria e l’anatomia umana ci possono fornire molte informazioni in merito ai cosiddetti «somatotipi umani» e ci insegnano che ogni soggetto indossa un suo proprio abito anatomo-morfologico che in termini classificatori può essere inserito in macrocategorie.

Ogni individuo infatti mostra una serie di caratteristiche articolari, muscolari e strutturali, che lo caratterizzano e lo distinguono da tutti gli altri.

E’ quindi palese quanto sia importante, anche per il più novello istruttore in procinto di preparare una tabella di allenamento, conoscere queste piccole ma fondamentali differenze e peculiarità, senza scendere in ulteriori particolari come potrebbero essere la presenza di eventuali patologie, paramorfismi e dimorfismi.

 

La classificazione biotipologica maggiormente diffusa in occidente nella seconda metà del ‘900, ma oggi ritenuta da molti obsoleta e superata, è la scala di classificazione di Sheldon. Essa venne sviluppata intorno al 1940 e in seguito rielaborata da Heath e Carter.

I somatotipi di Sheldon classificano la biotipologia dell’uomo secondo tre scale fisiche essenziali che prendono il nome di: ectomorfia, mesomorfia, endomorfia.

Vediamole nel dettaglio…

I SOMATOTIPI: ECTOMORFO (longilineo)

somatotipi ectomorfoCaratterizzato da ventri muscolari e arti lunghi e sottili, presenta un ridotto accumulo di grasso, è di solito indicato come sottile. L’ectomorfo non è predisposto ad immagazzinare grasso o a costruire muscolo, quindi i gradi di appartenenza all’ectomorfismo delineano la tendenza di un soggetto al mantenimento di un corpo sottile, magro, poco muscoloso, e longilineo.

Generalmente presenta le seguenti caratteristiche antropometriche:

– circonferenza caviglia inferiore a 22 cm
– circonferenza polso inferiore a 16 – 17 cm
– peso inferiore di 5/10 Kg (ai centimetri sopra il metro di altezza)

 

I SOMATOTIPI: MESOMORFO (normolineo)

somatotipi mesomorfoCaratterizzato da ossa di medie dimensioni, tronco solido, bassi livelli di grasso corporeo, spalle larghe a vita stretta, solitamente denominato anche tipo muscolare.

Il mesomorfo è tendenzialmente predisposto a sviluppare la muscolatura, ma non ad immagazzinare grasso; pertanto, i gradi di appartenenza al mesomorfismo delineano la predisposizione di un soggetto allo sviluppo muscolare.

Generalmente presenta le seguenti caratteristiche antropometriche:

– circonferenza caviglia fra 22 e 24 cm
– circonferenza polso fra 16 e 18 cm
– peso inferiore o superiore di 5 kg (ai centimetri sopra il metro di altezza)

 

I SOMATOTIPI: ENDOMORFO (brevilineo)

somatotipi endomorfoCaratterizzato da un accentuato deposito adiposo, una vita larga e una struttura ossea robusta. L’endomorfo è maggiormente predisposto ad immagazzinare grasso, dunque i gradi di appartenenza all’endomorfismo delineano la tendenza di un soggetto all’accumulo di lipidi in alcune zone specifiche del corpo (generalmente girovita, schiena, cosce).

Generalmente presenta le seguenti caratteristiche antropometriche:

– circonferenza caviglia sopra i 23 cm
– circonferenza polso sopra i 18 cm
– peso superiore di 5/10 kg (ai centimetri sopra il metro di altezza)

 

LA VALUTAZIONE FUNZIONALE:  altre classificazioni biotipologiche

Biotipo clavicolare

biotipo clavicolareÈ definito così per la particolare struttura del cingolo scapolo-omerale abbastanza accentuato e largo sul piano frontale, che gli conferisce appunto, clavicole lunghe, petto piatto e generalmente tricipiti e deltoidi già ben sviluppati e tonici.
Si tratta generalmente di un soggetto che si esprime più facilmente e agevolmente sul piano frontale, mentre necessita di una particolare attenzione per quanto concerne il potenziamento di pettorali, dorsali e addominali.

 

 

Biotipo trapezoidale

biotipo trapezoidaleSe osservato frontalmente presenta generalmente un trapezio molto accentuato rispetto ai deltoidi, conferendogli la classica forma a “spiovente”. Strutturalmente le clavicole sono piuttosto corte e questo soggetto sviluppa molto facilmente con l’allenamento soprattutto i muscoli pettorali, i bicipiti e il trapezio.
Riesce a lavorare molto bene con esercizi che sviluppano un movimento sul piano sagittale e incontra difficoltà invece in quelli che lavorano sul piano frontale. I gruppi muscolari ai quali prestare quindi particolare attenzione saranno i deltoidi, i dorsali e i tricipiti.

 

 

Biotipo androide

biotipo androide Identifica un individuo (generalmente donna, ma anche soggetti maschi) che accumula grasso corporeo nella parte inferiore dell’organismo (fianchi, glutei, cosce). Presenta una configurazione corporea cosiddetta “a pera” con vita sottile e fianchi larghi.

Questa distribuzione del grasso corporeo è favorita dagli ormoni estrogeni che favoriscono un consistente accumulo adiposo, predisponendo di conseguenza la persona verso i seguenti rischi patologici: insufficienza venosa e linfatica agli arti inferiori, varici, cellulite ed edemi.

 

Biotipo ginoide

biotipo ginoide

E’ caratterizzato dall’accumulo di grasso nella parte superiore del corpo: zona addominale ma anche collo, spalle, braccia, seno e torace. Viene identificato con una conformazione “a mela” con vita e fianchi larghi. Generalmente appartengono a questo biotipo uomini di ogni età, ma anche donne in menopausa e in età avanzata. Tutte le principali ricerche scientifiche hanno dimostrato che un eccessivo accumulo di tessuto adiposo a livello dell’addome, rappresenta un fattore di rischio patologico, di invecchiamento precoce e decadenza estetica. Alti valori nella misurazione del girovita esprimono una patologica ripartizione del tessuto adiposo responsabile di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e steatosi epatica (fegato grasso).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *